Il GP di lunedì. Le “pillole”… del giorno dopo (GP #07-Maggiora)

Chi ferma Gajser e chi può contrastare l’accoppiata Geerts-Vialle?

Anche il settimo GP del 2022 conferma quanto già visto. Gajser è una spanna sopra tutti e i “due” della classe minore si giocano il campionato a suon di manche vinte.

Passano i GP ma non cambia il “claim” di questo periodo; mondiale “finito”? Finito, in quanto a una probabile assegnazione dei titoli iridati, “finito” in altri versi per altri (ovvi) motivi che però, analizzeremo a parte. La parte sportiva indica chiaramente che Tim Gajser, dopo l’ennesima affermazione (6 vittorie in 7 GP, 10 manche vinte su 14 disputate) è l’uomo da battere, o meglio “imbattibile”. Le sue qualità non si discutono (4 mondiali non si vincono “per caso”) ma gli altri stanno facendo del tutto per rendere la vita agevole allo sloveno. Ultimo tra tutti, Jorge Prado che si è infortunato in allenamento prima della gara di Maggiora e al momento non sappiamo nemmeno se sarà presente in Sardegna (dove lo aspetta la profonda sabbia di Riola). Gajser vince, anzi, stravince e ha dimostrato, con la condotta di gara messa in atto a Maggiora, di avere margine sugli avversari. Su un tracciato praticamente “mono rotaia” a causa delle condizioni dettate dalle piogge della notte precedente alle gare, Gajser non ha sbagliato nulla. Tattica di gara: 10, ha seguito i suoi avversari aspettando eventuali errori e li ha attaccati al momento opportuno andando a conquistare le due vittorie. Convinzione: 10, solo uno veramente convinto delle sue possibilità può attuare una tattica del genere. Condizione fisica: 10, sembra veramente al top della forma, non “cala” fisicamente, ne tanto meno mentalmente. A questo punto, la domanda è; chi può battere Gajser? Risposta scontatissima; nessuno se non lui stesso. Con lo sloveno in queste condizioni (e con una Honda che lo asseconda perfettamente) è difficile immaginare che qualcuno possa scalfire il suo dominio (di tale si tratta) e recuperare i tanti, tantissimi punti di vantaggio che ha in campionato; 81. Vero che di punti ne mancano veramente tanti da assegnare ma, nostro modesto parere, di questi punti ne andranno sempre di più nella “casella” Gajser-Honda. Lo sloveno dorme sonni tranquilli e anche in allenamento può amministrare senza andare alla ricerca della performance “velocistica” e quindi senza rischiare più di tanto. Deve andare “di conserva” come si dice in gergo e vedere come si comportano gli altri. Per ora, gli altri, si stanno comportando “maluccio”. Ripetendo l’elenco degli assenti, è oramai chiaro che sia Jeffrey Herlings che Romain Febvre, non rientreranno in questa stagione nemmeno per “rubare” qualche punticino ai primi della classe. Prado si è “auto eliminato” a iniziare dalla manovra “scellerata” messa in atto all’ultimo passaggio della prima manche del GP in Lettonia che gli è valsa (per modo di dire) solo 17 punti in totale per poi incappare in un infortunio (spalla lussata) che addirittura lo ha tenuto fuori dalla gara di Maggiora. Maxime Renaux (oggi secondo in classifica) non va piano, ci mancherebbe, ma sembra ancora un po’ troppo “acerbo” per puntare al secondo mondiale di fila dopo il titolo MX2 del 2021. Jeremy Seewer continua a viaggiare a corrente alternata e dopo le ultime performance poco più che sufficienti, in Italia si è ripreso con due secondi posti ed è terzo in classifica (a -105 punti). Da li in poi, possiamo già affermare che gli altri difficilmente ritorneranno “in partita”, Prado compreso (-116 punti a oggi). Mai dire mai, ovviamente, il campionato è lunghissimo (mancano 13 GP salvo “imprevisti”) ma i giochi sembrano veramente fatti. Stesso discorso vale anche per la MX2 dove però i contendenti al titolo sono due; Jago Geerts e Tom Vialle. Anche a Maggiora si sono divisi le vittorie e ora il belga della Yamaha guida il campionato sul francese della KTM con solo 6 punti di vantaggio. Gli altri non stanno a guardare, ci mancherebbe, ma a ogni GP che passa, varia di poco il distacco tra i due di testa ma aumenta in modo vertiginoso quello degli altri concorrenti. A oggi, terzo in classifica è Simon Langenfelder che “marca” 76 punti di ritardo dalla tabella rossa. Quasi lo stesso punteggio della differenza in MXGP e se la matematica non è un’opinione, l’austriaco ha le stesse (poche) possibilità di raggiungere il vertice anche perché in questo caso ha davanti due avversari e non uno e quindi dovrebbe sperare in un doppio “crollo”. Titoli iridati assegnati quando siamo nemmeno a metà stagione? Sportivamente, speriamo di no. Ma ora guardiamo un po’ in casa nostra. Abituati non bene, ma benissimo, fino allo scorso anno con l’italico tricolore che sventolava quasi sempre sul podio della MXGP, ci siamo ritrovati di colpo ad affrontare la dura realtà del “dopo Cairoli” e sembra sia anche più “dura” del previsto. Al momento, vediamo tantissima buona volontà, altrettanta sfortuna, ma purtroppo pochi risultati. Alberto Forato, Alessandro Lupino e Ivo Monticelli, gli italiani impegnati in pianta stabile nel mondiale “ex 500” non riescono a esprime il loro vero potenziale. Forato ci sta provando e ha dimostrato tanta volontà tanta velocità e anche una “buona” dose di sfortuna. Lupino invece, la dose di sfortuna l’ha avuta in quantità industriali. Prima alcuni problemi tecnici di “gioventù” della sua Beta, poi l’appendicite, poi l’infezione dovuta all’intervento, fatto sta che ha saltato tre GP (oltre all’Argentina per scelta del Team) e a Maggiora è tornato in gara con solo qualche ora di allenamento. Per Ivo Monticelli, solo ed esclusivamente sfortuna. È rientrato dopo l’operazione alla spalla e si è subito rotto un piede al GP di Arco. Ha riprovato in Lettonia ma con esito negativo e a Maggiora è rimasto “al palo”. Nella MX2 siamo messi non male ma nemmeno benissimo, ma almeno le speranze ci sono. Andrea Adamo e Mattia Guadagnini non hanno più bisogno di presentazioni e hanno assolutamente dimostrato di avere il potenziale alto, molto alto e per fare…tanto di più. Sono tanto veloci quanto altrettanto giovani e periodi di “assestamento” bisogna considerarli. Ovvio che ci piacerebbe vederli sempre sul podio e magari sul gradino più alto ma purtroppo ci sono tanti, troppi fattori che si devono per forza “allineare” per far si che questo avvenga. Al momento, per entrambi, si sono verificate “gioie e dolori”, risultati esaltanti e deludenti prestazioni, ma questo è. Come dicevamo, il potenziale è altro, diamo tempo al tempo e non “spariamo” a zero, almeno per il momento. Con Gianluca Facchetti ancora fuori dai giochi dopo l’infortunio in Argentina, sono “apparsi” sporadicamente Andrea Bonaccorsi e Valerio Lata. Entrambi giovanissimi e con grandi aspettative per il futuro prossimo, cercano di fare esperienza in quello che a breve dovrà essere il loro campionato di competenza. In questa classe possiamo e dobbiamo ancora “dire la nostra”, speriamo che questi ragazzi arrivino presto in alto, molto in alto.

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