Il GP di lunedì. Le “pillole”… del giorno dopo (GP #06)

Mondiale MXGP già assegnato? MX2, “un affare” per due?

Sesto GP di stagione e i giochi sembrano fatti.  Gajser in MXGP e il “duo” Geerts-Vialle sembrano non trovare avversari.

Dichiarare “finito” il mondiale motocross 2022 soltanto dopo sei GP sembra un azzardo ma a quanto ci dicono i numeri, il pronostico, anche se volutamente forzato, non appare poi così lontano da quella che a fine anno (e anche con qualche GP di anticipo) potrebbe essere la risultante finale. Un mondiale tornato alla normalità, dopo i “doppi e tripli” GP di una stagione 2021 condizionata dalla pandemia, ma un mondiale che già prima dell’inizio ha perso “pezzi” importanti, soprattutto nella classe regina. Dopo il ritiro di Antonio Cairoli, Romain Febvre (al supercross di Parigi) e Jeffrey Herlings (in una sessione fotografica) si sono autoeliminati prima ancora di iniziare. Praticamente tutti quelli che nella stagione scorsa hanno animato il campionato fino all’ultimo. Anzi no, quasi tutti e infatti è rimasto il solo Tim Gajser del fantastico “poker” di piloti che lo scorso anno ci hanno fatto spellare le mani fino all’ultima manche. Lo sloveno, al momento, sta conducendo una stagione al limite della perfezione. Dodici manche disputate, otto vittorie, tre secondi posti e una sola volta si è classificato terzo. Una media ben al di sopra della normalità e questo è il dato che più ci fa pensare ad un campionato già nelle tasche di Gajser. Altra riflessione che ci porta sempre verso questa “filosofia di pensiero” è il fatto che i suoi avversari non sono riusciti quasi mai a contrastarlo in maniera “seria”.  L’unico in grado di provare in questo arduo compito è stato Jorge Prado vincitore di tre delle quattro manche che mancano all’appello nella classifica di Gajser. Ma e il ma è abbastanza grande, lo spagnolo commette ancora troppi errori, piccoli ma significanti. Definire “piccolo errore” il tentativo di sorpasso all’ultimo salto della prima manche del GP di Kegums, ai danni di Gajser con atterraggio addosso all’avversario e caduta rovinosa, ci sembra riduttivo anche e soprattutto alla vista di una manovra molto simile vista lo scorso anno nel GP di Germania (Herlings era l’avversario di turno). Prado, dopo sei GP, è staccato di 66 punti da Gajser e con lo sloveno in forma smagliante e molto tranquillo difficilmente, sembra in grado di impensierirlo. La manche “rimanente” è andata nella mani di Maxime Renaux. Il campione del mondo uscente della MX2 si sta mettendo in bella mostra nella classe maggiore è infatti occupa il terzo posto della generale, primo dei piloti Yamaha. Pura vendo un “gran manico” a volte però sembra viaggiare a fasi alterne e difficilmente potrà essere in grado di contrastare Gajser se non in qualche occasione. E gli altri? Scrivere il più classico dei “non pervenuti” è riduttivo, ma non ci andiamo tanto lontani. Seewer (quarto in classifica) viaggia con quasi 100 punti di ritardo (99), Coldenhoff lo “segue” a -109 e poi…peggio ancora. Dicevamo, il campionato è ancora lungo ma se l’andazzo rimane questo, i distacchi non faranno altro che aumentare e dismisura con il passare dei GP. Nella MX2 la situazione è “meno peggiore” con il campionato animato da Jago Geerts e Tom Vialle. I due stanno monopolizzando il campionato riservato agli under 23 e infatti, dopo l’exploit di Simon Langenfelder capace di sorprendere tutti con due vittorie di manche al primo GP in Inghilterra, Geerts e Vialle si sono divisi le restanti 10 vittorie di manche con il belga che al momento ne conta 6 contro le 4 del francese. I due però, sono appaiati in testa alla classifica di campionato con 244 punti e il più immediato inseguitore ne conta 63 in meno. A dire il vero gli inseguitori sono tre e tutti a pari punti. Mikkel Haarup, Kay De Wolf e il già citato Simon Langenfelder. Questa lotta a tre sta animando il campionato soprattutto con Haarup capace di fare un notevole scatto in avanti rispetto alle stagione passate. De Wolf, che si era già messo in mostra lo scorso anno, lo troviamo sempre pronto a piazzarsi cosi come Langenfelder che ha impressionato tutti a Matterley Basin ma che poi è stato rimesso “in riga” dai suoi avversari. Anche in questo caso, dare per scontato che il campionato rimane una cosa a “due” da qui alla fine potrebbe essere un azzardo ma i numeri parlano chiaro. Geerts e Vialle sembrano proprio fare corsa tra loro per il titolo 2022. In ultimo, ancora una considerazione sullo stato di “salute” del campionato del mondo. Con il passare dei GP, anche in questa stagione stiamo assistendo a una serie di infortuni che escludono sempre più piloti dalle griglie. Nella MXGP siamo arrivati quasi alla soglia “negativa” dei 20 partenti (23 schierati a Kegums) mentre la MX2 tiene “botta” contando ancora una griglia numericamente discreta (34 partenti in Lettonia). Questi dati destano preoccupazione prima di tutti in quanto a numero di infortuni (soprattutto in MXGP) ma anche in quanto a numeri veramente bassi in generale visto che siamo solo al sesto GP (ne mancano 14, in teoria). Statisticamente, da metà campionato in poi, i numeri tendono a una flessione verso il basso e se la statistica, anche in questa stagione, si ripresenterà inesorabile con i “soliti” numeri, rischiamo veramente di vedere griglie di partenza spoglie e avvilenti. Visti i tempi che corrono e viste le difficoltà generali, mai come in questo momento sarebbe più opportuno di iniziare a riflettere su qualche inversione di rotta e qualche cambiamento per una immediata ripresa del “movimento” del motocross in generale. Cosa fare e cosa cambiare? Questo non sta a noi dirlo, certe decisioni vanno prese nei piani alti, la dove ci sono teste pensanti pagate per questo.

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