Il GP di lunedì. Le “pillole”… del giorno dopo (GP#04)

Agueda, Portogallo, due anni dopo.

La pandemia ha tenuto lontano il GP dalla terra rossa di Agueda per due anni ma per il quarto round del campionato del mondo 2022, il motocross è tornato sul tracciato situato a circa ottanta chilometri a sud di Porto. Un gradito ritorno su uno di quei tracciati che “lasciano il segno”, tracciato gradito a tutti ma che può darti tanto come toglierti tutto. Un circuito impegnativo e selettivo con un terreno che diventa sempre più insidioso con il passare dei giri. Nel week end portoghese un “falso” sole ha accolto i partecipanti con temperature rigide ma fortunatamente senza pioggia e le gare ne hanno giovato. Sappiamo tutti come sono andate le cose, e noi, all’interno del nostro umile contenitore “Il GP di lunedì…” cerchiamo di fare un po’ il punto della situazione. Nella MX2 il discorso sembra essere più chiaro, dopo l’inizio di campionato che ha visto tanti nomi alternarsi ai vertici. Agueda è stato teatro dell’ennesimo errore (caduta) di Jago Geerts che si è schiantato in entrata in curva nelle primissime battute di gara 1. Il belga ha dimostrato di essere veloce (da ultimo a nono) ma purtroppo non si scrolla da dosso l’etichetta di pilota troppo “falloso”. Per vincere i mondiali bisogna andare forte, è verissimo, ma bisogna anche rimanere in piedi e in questo, Geerts ancora deve “lavorarci su”. In quanto a velocità, di certo non si è fatto pregare nel dimostrarla e infatti, in gara 2, ha surclassato Tom Vialle per andare a vincere di autorità la manche. Un Vialle che dopo qualche stento iniziale (pochi a dire il vero) sembra veramente tornato sulla scia della stagione 2020 quando, dominando il campionato si fregiò del titolo iridato. La vittoria in gara 1 ne è la dimostrazione ma, e un ma ce lo dobbiamo piazzare, nella seconda si è arreso a Geerts senza quasi opporre resistenza. È  vero che, anche il secondo posto gli valeva la vittoria di GP ma è anche vero che Geerts è leader di campionato e nel gioco delle posizioni la vittoria valeva sei punti (tre in meno a Geerts e tre in più a Vialle). La lotta per il titolo della MX2 di solito si gioca sul filo del punteggio fino a fine stagione e questi calcoli un campione deve per forza farli. Vialle ha comunque recuperato punti (10) all’avversario, ma la sconfitta della seconda manche potrebbe essere un segnale (a favore di Geerts). Sul podio, secondo, e sembra averci preso “gusto” dopo la sua prima apparizione (terzo in Argentina), Mikkel Haarup. Il ragazzo si sta mettendo in mostra a suon di risultati e di certo da qui alla fine lo vedremo ancora tra i protagonisti delle manche e perché no, dei GP della MX2. Anche in Portogallo un probabile protagonista (visto il successo del primo GP) è mancato all’appello finale; Simon Langenfelder. L’austriaco dopo la vittoria in Inghilterra e il quarto posto in Italia, è sceso di prestazioni. Qualche errore di troppo (cadute) a volte qualche fatalità (caduto per cause altrui) hanno “rallentato” la corsa del pilota GasGas – De Carli. Stesso discorso vale per l’altro alfiere del team romano, mattia Guadagnini. Veloce si, sfortunato anche. In Portogallo, alla prima partenza è scattato in testa ma al primo dosso dopo il via è caduto a terra e con il caos degli altri 39 alle spalle… ah no, erano 22, è comunque ripartito ultimo. Fortuna vuole (si fa per dire) che ad Agueda si può sorpassare e Mattia ha recuperato prima di commettere un altro piccolo errore e chiudere al dodicesimo posto. Diversa la sua seconda manche. Partito oltre il decimo posto ha recuperato fino al quinto a dimostrazione che la sua velocità gli potrebbe permettere ben altri risultati. La stagione è ancora lunga ma il suo ottavo posto in campionato gli calza un po’ “stretto”. Chi invece, al momento gode di un “largo” risultato (insperato ma molto meritato) è Andrea Adamo. Il siciliano alla corte di Giovannelli & C. ha preso le “misure” e soprattutto tanta fiducia nei propri mezzi. La partenza della prima manche (secondo) e il suo ritmo di gara ne sono la conferma anche se la tenuta alla distanza è un aspetto sul quale dovrà ancora lavorare. Più regolare nella seconda manche dove ha viaggiato nella top ten per tutto il tempo senza farsi “mancare” anche una piccola scivolata che gli è costata una posizione. Il ragazzo sta crescendo in fretta e di questo ne siamo tutti felici. Nella MXGP, Prado e Gajser l’hanno fatta da “padroni” con Brian Bogers “intruso” (piacevolmente) sul terzo gradino del podio. Se per Gajser il secondo posto può suonare come una “mezza sconfitta”, Per Jorge Prado la vittoria di GP suona invece come “la carica giusta” per cercare di contrastare lo sloveno nella lotta al titolo. Per lo spagnolo si è trattato della terza vittoria di manche (ha vinto gara 1) e del primo GP vinto in sella alla GasGas (trentaseiesima vittoria in carriera). La sua “faccia d’angelo” non può ingannare nessuno, lo spagnolo guida forte e “tiene pelotas” grandi cosi, e di certo pensa al titolo (ne ha vinti due in MX2, non dimentichiamolo). Dicevamo di una “mezza sconfitta” per Tim Gajser ma effettivamente non è così e alla conta matematica, anche se non ha vinto il GP, lo sloveno ha guadagnato punti sul secondo in classifica. Ne aveva 17 su Renaux dopo il GP dell’Argentina e ora ne ha 21 di vantaggio su Prado. Certo è che fare i conti a questo punto del campionato (mancano 16 GP) è un po’ presto, ma sappiamo bene che le calcolatrici dei piloti e dei manager hanno sempre le batterie cariche. Analizzare il GP di Gajser e voler trovare qualche “magagna” dopo un terzo posto e una vittoria di manche ci resta difficilissimo, possiamo solo fare un “appunto” sul contatto con Fernandez in qualifica che è costato a entrambi la caduta e la rincorsa, che per Gajser si è chiusa al settimo posto. Contatto evitabile? Contatto inutile? Contatto discutibile? Decidete voi… (per noi… tutto regolare) Chiudendo il “discorso” Gajser, la vediamo dura per chiunque contrastare lo sloveno verso la corsa al titolo. Un “contrasto” che purtroppo manca da parte di due dei più quotati pretendenti al titolo 2022 (almeno sulla carta e prima dell’inizio del campionato); Jeffrey Herlings e Romain Febvre. Due storie diverse, stesso risultato; ancora oggi non sappiamo quando (e se) i due rientreranno in gara. Detto già di Herlings che forse “migrerà” in America per il national (ancora nessuna comunicazione ne smentita ufficiale), proprio alla vigilia del GP #04 è arrivata la comunicazione che Febvre si dovrà sottoporre a un nuovo intervento chirurgico per sistemare al meglio la frattura a tibia e perone della gamba destra, rimediata nel supercross di Parigi e fine della stagione 2021. Dal comunicato ufficiale della squadra si legge che non sono noti i tempi di recupero ma da quello che si “sente in giro” difficilmente rivedremo il francese in pista prima dell’estate. Due “assenze” che si fanno notare, in termini di qualità e anche numerici. In Portogallo, i partenti della MXGP sono stati 25 e al momento questo sembra essere il numero “medio” che ci si dovrà aspettare ad ogni gara, pilota più pilota meno. Un numero che di certo non gratifica l’enorme spettacolo offerto dal motocross, un numero che dovrebbe essere “aiutato” a crescere. Da parte di chi e come, non possiamo sentenziarlo di certo noi, ma possiamo dire che qualcosa si dovrebbe fare… In “casa Italia” qualche nota positiva con il rientro di Ivo Monticelli alle gare dopo l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fermo per gran parte della stagione 2021. Riprendere il ritmo della categoria dopo tanto tempo è difficile, capire le condizioni fisiche reali lo è altrettanto ma Ivo lo conosciamo bene e siamo certi che nel giro di qualche gara tornerà a farsi vedere nei piani “alti”. Piani invece sconvolti per Alessandro Lupino, colto da un attacco di appendicite alla vigilia della gara. Quello che sembrava un virus intestinale, lo ha invece costretto a un intervento chirurgico di urgenza in Portogallo per evitare danni peggiori. Il tempo di un veloce recupero e il “lupo” tornerà in patria. Piani non sconvolti, ma cambiati, per Nicholas Lapucci, in gara con la Fantic 450 che ha sostituito la meno performante 250 2t utilizzata nella prime tre gare. Dichiarata ufficialmente “la non competitività” del mezzo a miscela tra le potenti 4t, Lapucci in Portogallo è sceso in gara “alla pari” con gli avversari. Fermo restando il beneficio dell’adattabilità alla moto, ma visti i risultati, possiamo dire però, che al momento la velocità di Lapucci non è propriamente quella per poter puntare in alto in questa categoria. Non ce ne voglia il forte pilota toscano dominatore del campionato europeo 2021 ma la MXGP si dimostra tutt’altra cosa e ora, in sella alla 450 tocca a lui fare la differenza. Chi dimostra invece (anche se a sprazzi) di aver assimilato bene le difficoltà del campionato è Alberto Forato. “Albertino” anche sulla terra rossa di Agueda ha portato a casa un ottimo risultato (nono nel GP) ma soprattutto ha fatto vedere una grande consistenza nel recupero della seconda manche che da oltre metà gruppo dopo il via lo ha portato all’ottavo posto finale. Forato è nono in campionato e il “sogno” della top five, non è poi cosi lontano. Un sogno che è diventato realtà quello di Brian Bogers, che ha chiuso il GP al terzo posto, prima volta per lui sul podio della classe maggiore. Dopo alcune stagioni travagliate ma soprattutto dopo aver saltato il GP in Argentina per scelta del team, l’olandese si è tolta veramente una grande soddisfazione. La serie “crederci sempre, mollare mai” con il risultato conseguito da Bogers, si conferma “regola”.

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