Il GP di lunedì. Le “pillole”… del giorno dopo

Terzo appuntamento con il mondiale motocross 2022 e si “vola” in Argentina. Dopo due anni di assenza forzata causa pandemia, è tornato il GP della Patagonia, in Argentina. Un posto fantastico di quelli dove andare in vacanza, un tracciato “esagerato” con un fondo perfetto per il motocross. Questo è il mix di situazioni che si possono trovare a Villa La Angostura, cittadina situata nella parte meridionale della provincia argentina di Neuquen, sulla sponda nord-occidentale del lago Nahuel Huapi, nella Patagonia andina. Dopo tutto questo però, la prima cosa che è saltata agli occhi di tutti è stato l’esiguo numero di piloti che si sono schierati dietro al cancello di partenza. Nella MX2, abbiamo visto diciassette moto dietro il cancello di partenza con tre piloti “locali” presenti. Non meglio è andata nella MXGP dove i partenti si sono contati in ventisette ma con dodici piloti locali. Conteggi alla mano, quattordici piloti MX2 e quindici MXGP sono sembrati veramente “pochini” per quello che comunque è uno dei primi (il terzo) GP di stagione. Una situazione che, gioco forza, dovrà far riflettere tutto il circus del mondiale, soprattutto in previsione di altre tre trasferte molto impegnative quali la “doppia” in Indonesia e l’ultimo GP previsto (per ora) in Oman. Passando invece a quello che è il lato sportivo del motocross, in Argentina abbiamo assistito al terzo successo consecutivo di Tim Gajser, su tre GP disputati. Facile dire “ma Herlings non c’è”, la contro battuta è anche più semplice “chi vince ha sempre ragione”. Una ragione che Tim sta conquistando a suon di risultati, costanti e di assoluto livello. Sei manche disputate, tre vittorie e altrettanti secondi posti con conseguente “matematica” che lo pone al vertice della classifica e già con un buon bottino di punti (17) sul secondo. Il “vice momentaneo” è una sorpresa e infatti, in classifica generale dietro a Gajser c’è il campione del mondo uscente della MX2 Maxime Renaux. Il francese ha “forzato” il passaggio nella classe regina ma i risultati gli danno ragione e infatti, proprio in Argentina ha conquistato la sua prima vittoria di manche e soltanto la discriminante della seconda manche lo ha costretto al secondo posto dietro Gajser (a pari punti). Terzo “incomodo”, almeno per il momento, Jorge Prado. Cambiata la casacca, che da arancio KTM è diventata rossa GasGas, ma sempre alla corte di Claudio De Carli, il talentuoso spagnolo sembra in fase di “studio” ma sempre pronto a dare “zampate” vincenti (2 le manche vinte fino a oggi). Dopo soltanto tre GP (ne mancano ben diciassette) restringere la lotta per il titolo a tre piloti, sembra un pronostico azzardato ma, se andiamo per esclusione, probabilmente non siamo molto lontani dalla realtà. Detto di Herlings che non c’è (e forse andrà direttamente al national americano) dopo “questi tre”, al momento e salvo colpi di scena (leggi infortuni), non ci sembra possibile che altri si possano inserire nella lotta per la corona iridata. Jeremy Seewer (quarto in classifica) è sempre incostante e incappa spesso in giornate “no”. Il suo compagno di squadra Glenn Coldenhoff sembra “stanco” ma di sicuro è poco incisivo e incostante. E gli altri? I nomi ci sono ma la “qualità” lascia un po’ a desiderare. Per vincere un mondiale da 40 manche ci vogliono attributi e costanza, non bastano apparizioni sporadiche ai vertici oppure “hole shot” conquistate. Tre gare, troppo presto per “cantare vittoria” ma troppo tardi per recuperare.

Nella MX2, è tornato a vincere Tom Vialle. Alla sua prima vittoria di manche e di GP dopo un “digiuno” che durava da dodici frazioni e sei GP. Vialle sembra aver ritrovato la forma giusta, quella che nel 2020 e 2021 (fino all’infortunio) lo aveva portato al dominio della categoria. Un dominio a volte condiviso da Jago Geerts che negli stessi due anni (vice campione per due volte) ha più sbagliato che fatto bene (leggi troppe cadute) compromettendo la lotta per il titolo. Una lotta che nel 2022, almeno fino a oggi, lo vede protagonista dato che è proprio lui a guidare la classifica di campionato. Tre manche vinte su sei e ventisei punti di vantaggio (su Vialle) gli regalano una tabella rossa che difficilmente vorrà farsi sfuggire da qui alla fine. Nella categoria che, per antonomasia, fornisce spunti, soprese e talenti, l’inizio di questa stagione non è stato avaro di novità. Una su tutte, risponde al nome di Simon Langenfelder. L’austriaco, dopo l’exploit della doppia vittoria nel GP di apertura in Inghilterra, anche in Italia è andato bene ma in Argentina invece, non è riuscito a mantenere il “passo” e (nono nel GP) ha comunque perso punti preziosi. Altro nome nuovo nei piani alti, quello di Mikkel Haarup. Giovane talento danese che si è messo in mostra nel team Ice One ai tempi della Husqvarna 125 è arrivato ad una maturità agonistica di alto livello alla soglia dei ventuno anni (li compie a settembre) e in Argentina ha conquistato il suo primo podio (terzo) nel mondiale. Altra sorpresa piacevole soprattutto per i colori italiani, Andrea Adamo. La prestazione di Mantova (secondo) aveva bisogno di una immediata conferma e in Argentina, a molte migliaia di chilometri da casa, il siciliano ha dato prova di non essere “li per caso”. Anche se con qualche piccola sbavatura di troppo (scivolate) Andrea ha confermato che può veramente dire la sua in un campionato estremamente competitivo (settimo di giornata) . Passando dalle soprese alle conferme, anche Mattia Guadagnini, dopo un inizio di stagione non esaltante, sembra ver ripreso il cammino che gli compete. Terzo e quarto in manche (quarto nel GP), il veneto ha dato dimostrazione che il momento iniziale “complicato” è passato e ora lo attendiamo alla prova del prossimo GP dove, appunto, dovrà confermare ulteriormente, le sue potenzialità. GP in Argentina che nel piano del team Beddini non era previsto ma che invece, ha segnato tra i presenti anche Gianluca Facchetti. Una prima manche con un ottimo avvio e il nono posto finale facevano presagire al “buon investimento” fatto per la comunque onerosa trasferta ma una brutta caduta poco dopo il via della seconda manche hanno messo in “negativo” la trasferta sud americana. Gianluca torna in patria con una frattura al polso destro e alle costole, oltre a molte contusioni. Non resta che augurare al pilota la pronta guarigione e il più veloce possibile rientro alle gare.

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