SX-USA Round#14 – Atlanta-

Anderson mette “la quarta”. Tomac rimane in scia e si avvicina al titolo. Nello “showdown” della 250SX si impone Lawrence.

Vince chi sbaglia meno; una regola non scritta valida in tutti gli sport e il supercross non si sottrae a questa. Il quattordicesimo round della serie americana ha portato i protagonisti in Georgia e più precisamente ad Atlanta, la capitale, ma questa volta non all’interno dello stadio ma dentro l’ovale “Atlanta motor speedway”, un catino capace di contenere fino a 120.000 spettatori in base alla configurazione del tracciato stradale. Per l’occasione, il circuito da supercross è stato realizzato di fronte alle immense tribune del rettilineo principale ma dall’esterno (in TV) non è sembrato esserci il pubblico delle grandi occasioni. Una considerazione proprio sull’affluenza degli spettatori e d’obbligo e da quanto abbiamo visto ultimamente, sembra proprio che anche negli “states” ci sia una flessione e non da poco, in quanto a presenze “in presenza”. Nonostante la ripartenza post pandemia, le gare di supercross sembrano aver perso molto del loro “appeal” che fino a qualche stagione fa, riscuoteva in ogni dove il classico “sold out”. Un interesse che invece è rimasto intatto nelle menti dei piloti è quello di lottare per la vittoria, e anche in questa occasione, i protagonisti non si sono fatti pregare e si sono “scontrati” a viso aperto. Nella finale della classe regina tutti sono entrati in griglia con diverse motivazioni ma con un unico obiettivo; la vittoria. Primo fra tutti, Marvin Musquin fresco vincitore dell’ultima “triple crown” della stagione di una settimana prima. Il francese è scattato bene dalla griglia (quarto) ma alla seconda curva ha allargato troppo finendo su un cordolo di terra e poi a terra. Altro pilota “bello carico” con velleità di imporsi, Justin Barcia. Un avvio fulminante in prima posizione ma tre errori (una scivolata e due fuori pista) che lo hanno relegato al sesto posto finale. In testa al gruppo è rimasto per altrettanto poco tempo Chase Sexton ma anche lui ha sbagliato, finendo a terra e lasciando via libera agli avversari prima di rimontare fino al terzo posto. Altro “volenteroso” in quanto ad affermarsi e con voglia di riscatto dopo l’assenza forzata della gara precedente, Cooper Webb. Il campione uscente è scattato bene, è riuscito anche a piazzarsi in seconda posizione fino a circa metà gara ma poi è incappato in qualche piccola sbavatura, complice anche la non perfetta condizione fisica, ed è stato costretto a cedere due posizioni tagliando il traguardo in quarta posizione. Tra i piloti di punta, due sono stati quelli che praticamente non hanno sbagliato niente o quasi; Eli Tomac e Jason Anderson. Il primo, arrivato ad Atlanta nella sempre più consolidata posizione di leader di campionato non voleva e non doveva sbagliare e cosi è stato. Dopo una partenza “controllata” per evitare eventuali e sempre pericolosi ingorghi stradali della prima curva, si è piazzato alle spalle dei primi quattro e li ha lasciati sfogare fino a metà del tempo. Una volta stabilizzate le posizioni, si è “sfogato” un po’ fino a portarsi in seconda posizione alle spalle proprio di Anderson autore di una prova senza sbavature. Alla sua quarta vittoria in questa stagione, undicesima in carriera, forse non è stato il più veloce in pista ma i tredici giri percorsi in testa al gruppo sono la palese dimostrazione di una consistenza mai messa in pericolo da nessun altro dei piloti presenti. Consistenza avallata anche dai 66 giri totali in questa stagione percorsi in prima posizione fino a oggi, un giro in più di Tomac, leader del campionato. Tomac che, ovviamente, ha vestito anche i panni del “ragioniere” visto soprattutto l’enorme vantaggio da amministrare (58 punti) proprio su Anderson. Mancano tre prove al termine (78 punti in palio) e la matematica ancora lascia aperte delle speranze per Anderson, Barcia e Stewart, e la matematica non si discute, ma nemmeno la realtà de fatti che vede Tomac a un passo dal titolo.

Nella “reunion” dei piloti delle due coste in sella alle 250, onore al merito a Hunter Lawrence capace di regolare tutti i suoi avversari. Un merito di valore elevato visto anche il gran “botto” che l’australiano ha tirato nella giornata del venerdì (il press day) quando è arrivato corto su quello che è stato definito il triplo più lungo della stagione, cadendo pesantemente a terra e per fortuna, con tanti acciacchi ma senza conseguenze particolarmente gravi. Alle sue spalle, secondo, Christian Craig, seguito dall’altro Lawrence (Jett) che ha chiuso al terzo posto consolidando la leadership nella classifica della costa “est”. In costa “ovest” invece, Craig è sempre al comando della generale. Per i piloti della “250” mancano solo due prove al termine; Foxborough in costa est e Denver in costa ovest, prima del gran finale di Salt Lake City.

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