Il GP di lunedì. Le “pillole”… del giorno dopo

MXGP #02 // 2022 –  Mantova (Italia)

Il mondiale che non ti aspetti … e quello che ci sarà da aspettarsi.

Secondo appuntamento con il campionato del mondo motocross 2022 e sembra già di essere nel “passato”. Un mondiale iniziato con mille difficoltà soltanto da una settimana e un mondiale che, dopo il posticipo del primo appuntamento in Inghilterra slittato alla settimana scorsa a causa della tempesta di vento “Eunice” che ha flagellato l’Inghilterra nel week end del 19-20 febbraio, continua la sua corsa verso l’epilogo. Ma come, siamo solo alla seconda prova, delle venti previste e già si parla di epilogo? Una stagione iniziata male (vento e tempesta) che sembra dover proseguire a stento a causa di fattori, purtroppo, negativi e non poco. Una guerra e questa volta non è una parafrasi ma la realtà. Russia contro Ucraina (e anche qui non si parla ne di calcio ne di qualsiasi altro si voglia confronto sportivo) una guerra vera che sta mettendo a dura prova l’intera Europa ma anche il mondo. Una guerra che ha fatto sentire e subito i suoi effetti negativi in ogni dove e in ogni settore e il mondiale motocross non è stato ovviamente esentato da questo. Il primo effetto vero lo abbiamo toccato con mano il sabato del GP di Lombardia, dopo la qualifica. Il russo Vsevolod Brylyakov è stato escluso dalla competizione nonostante si fosse schierato a prove libere, tempi e gara di qualifica (diciannovesimo al termine). Un brutto effetto, una cosa inaudibile alle orecchie di ogni sportivo ma le regole sono queste, le federazioni internazionali hanno deciso di bandire tutti gli atleti russi e bielorussi dalle competizioni e la F.I.M. non ha fatto altro che applicare le direttive del C.I.O. il comitato olimpico internazionale, che le federazioni le controlla. Parlare di sport in questo momento non è facile, soprattutto dopo l’inizio di una guerra che poi non è così lontana dal motocross (vedi i GP di Lettonia e Rep. Ceca da disputare non molto lontano dall’Ucraina) ma ci siamo “dentro” e allora “giù il gettone, gira la giostra”. Una giostra che però sta perdendo “pezzi”, primi fra tutti alcuni piloti ancora alle prese con gli infortuni. Jeffrey Herlings, Romain Febvre quali nomi illustri, ma mancano ancora all’appello anche Ivo Monticelli, Michele Cervellin solo per rimanere in casa nostra e Benoit Paturel, Liam Everts…etc. Ma altri “pezzi” li perderà e anche a breve, proprio nel prossimo GP previsto in Argentina fra due settimane. Oltre ai citati infortunati, da “radio paddock” si è capito che alcuni team salteranno l’impegnativa (e onerosa) trasferta oltre oceano. Assenti “preventivati” ma non dichiarati, dovrebbero rispondere al nome dei team Beta, Gebben, Fantic, MRT, Beddini, Race Store e probabilmente altri… Da un rapido calcolo, dopo una partenza con 27 presenze in MX2 in Inghilterra e 25 in MXGP nella prima gara a Matterley Basin, il rischio di essere già arrivati sotto i 20 al terzo GP è molto concreto. La pandemia prima, la guerra poi, situazioni a dir poco disastrose per la globalità, alle quali il nostro sport non può ovviamente sottrarsi, ma di certo, questo mondiale motocross dovrebbe avere anche qualche altro “problemino” non meglio identificato. e il prossimo futuro, forse, ci svelerà qualcosa di più e per prima cosa come muterà, di nuovo, il calendario. Detto degli atleti e delle federazioni russe “cancellati” dal C.I.O. anche il GP previsto proprio in Russia per il 30 aprile – 1 maggio è saltato e deve essere rimpiazzato, ma dove? Sempre “radio paddock” che non smette mai le sue trasmissioni, parla del ritorno di Maggiora, proprio per quella data, anche se inizialmente le “puntate” erano orientate verso il posto vacante dell’ultima gara (18 settembre). E poi? La prima incognita (sempre secondo radio paddock) arriva dal GP di Lettonia, previsto per il 24 aprile. Kegums la località, 250 i chilometri che bastano per arrivare al primo confine con la Russia e ne bastano anche meno per arrivare in Bielorussia. Seconda incognita, il GP di Loket, Repubblica Ceca. 900 chilometri dal confine con l’Ucraina. Non sono pochi, ma effettivamente, nemmeno cosi tanti… E ancora, la “doppia” in Indonesia? Sempre l’emittente “radio paddock” la mette tra le gare in forte dubbio e molto probabilmente saranno i numeri che farà registrare il GP di Argentina a far riflettere meglio su questo doppio appuntamento previsto poco dopo metà stagione (26 giugno – 3 luglio). Insomma, un inizio che veramente non ci si aspettava.  Ma la soluzione quale è, o meglio, quale potrebbe essere? Bella domanda…ma purtroppo, ancora oggi, senza una altrettanto bella risposta. I mondial-ologi (che dopo i virologi e ora gli strateghi di guerra, impazzano per il web) di soluzioni ne propongo molte, ma purtroppo e al momento, nessuna sembra essere applicabile per risolvere velocemente queste impensabili problematiche. E allora, che fare, se non andare avanti come da programma, sperando e cercando di limitare al massimo i disagi e quanto di altro non positivo per lo sport e per tutto il resto. Ma lo sport va avanti e il secondo GP della seppur gia travagliata stagione è andato in archivio. Poche le novità, tante conferme e qualche sorpresa; questo in rapida sintesi quello che il “Tazio Nuvolari” ha “detto” dopo la due giorni di gare. MXGP sempre nelle mani di Tim Gajser (secondo GP vinto e conferma della tabella rossa di leader). Jorge Prado c’è e si sente (due manche vinte al pari di Gajser, due podi e secondo nella generale). Maxime Renaux è la vera sorpresa di questo inizio campionato. Vero che è il campione in carica della MX2 ma altrettanto vero che il debutto nella classe maggiore a volta si “paga caro” e invece, il francese, non ha pagato ma ha incassato il primo podio in MXGP (secondo a Mantova). Per il resto…poco do nuovo. Jeremy Seewer non sembra ancora in forma, Glen Coldenhoff a Mantova si è “perso”, gli altri “arrancano” a rimanere attaccati al treno dei migliori. Distacchi che vanno oltre i 20” tra il primo e il terzo classificato la dicono lunga sull’attuale livello della competizione. Attenzione però, non dimentichiamo che mancano all’appello Jeffrey Herlings e Romain Febvre, due dei fantastici quattro piloti che, lo scorso anno, insieme a Gajser e Tony Cairoli hanno più volte dato vita a duelli epici. La speranza è che questi due assenti di lusso facciano ritorno presto all’interno della competizione anche se, ma con un se “grande così” si vocifera addirittura di una migrazione di Herlings verso il “national” americano se non riuscisse a ritornare a breve in gara e con l’eventuale matematica certezza di non poter competere per il titolo 2022 e riconfermare la sua corona da campione. Il tempo, come sempre, ci darà la risposta. Per i colori “italici”, ritirato dalla scena delle competizioni il nove volte campione Cairoli, le attenzioni si sono spostate sugli unici due piloti italiani che affrontano tutta la stagione. Alberto Forato e Alessandro Lupino. Il primo, che a fine anno scorso sembra rimasto “a piedi” dopo aver cambiato tanto nella sua organizzazione e nella preparazione fisica e mentale, sta raccogliendo ottimi risultati. Decimo in campionato, deve però recriminare in uno “zero” (gara 2 a Mantova) per motivi tecnici che gli lascia tanto amaro in bocca. Non tanto dolce anche l’inizio di stagione per il “Lupo”. Migrato alla corte del team factory dell’italianissima Beta, Alessandro ha sistemato prima di tutto la voce, riuscendo a ovviare al problema che aveva alle corde vocali, ma d’altro canto non è riuscito a sistemare la sua Beta che nelle prime quattro manche si è fermata due volte per problemi tecnici. Il decimo posto della seconda manche di Mantova fa comunque ben sperare per il prossimo futuro. Rimanendo in “casa Beta” onore l merito per le prestazioni ottenute con Jeremy Van Horebeek (ottavo in campionato dopo due gare). Poco cambia nella MX2. Dopo 2 GP è chiaro che Jago Geerts, dopo aver chiuso gli ultimi due campionati da “vice” punta dritto verso il titolo ed è altrettanto chiaro che Tom Vialle, vuole riprendersi lo scettro di campione che è stato suo nel 2020. Al momento, il belga della Yamaha, sembra essere superiore al francese della KTM ma la stagione è appena iniziata e tutto è da verificare. Quindi, anche nella MX2, tante conferme ma anche qualche sorpresa. Una su tutte risponde al nome di Andrea Adamo. Il siciliano trapiantato nel bolognese si è messo in luce fin dal primo GP con due prestazioni di alto livello ma è a Mantova che ha dimostrato un grandissimo potenziale. Scattato sempre con i primi, Andrea è riuscito a mantenere il passo dei migliori e anche a restare in testa alla manche (la seconda) per circa metà del tempo.  Risultato; primo podio in carriera (secondo) e grandi aspettative per il futuro. Chi le grandi aspettative le aveva date nella stagione scorsa ma che purtroppo le sta disattendendo è Mattia Guadagnini. La scorsa stagione era partito in sordina agli Internazionali d’Italia ma al pronti via del mondiale si era messo in evidenza con grandi risultati andando a vincere il GP e a prendere anche la tabella rossa dopo la terza gara di Maggiora. In Inghilterra è apparso contratto alla guida, in Italia, purtroppo, ne abbiamo avuto la certezza e i risultati ne sono l’immancabile verifica. Guadagnini è undicesimo in classifica a -47 punti dal primo. Poco “fieno in cascina” anche per Gianluca Facchetti, al momento sedicesimo nella generale con 20 punti conquistati in due GP. Ora la “palla” passa al GP più lontano dall’Europa di tutto il mondiale. Una trasferta veramente impegnativa, sotto tutti i punti di vista, primo fra tutti quello economico. In un periodo veramente difficile vedremo chi e quanti affronteranno questo viaggio e per il resto della stagione…chissà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *